16 aprile 2014

Quello che non sempre riusciamo a capire...

Queste parole avrei voluto dirle ad una persona, ma sono sicura che arriveranno a destinazione ugualmente.

Oggi, una persona, mi ha insegnato una cosa.
O forse solo oggi sono riuscita a capirla. 
Non ci sentiamo spesso. 
Perché sono egoista, perché penso sempre a quello che mi fa stare bene, preferisco rispondere ad un messaggio di un'amica che ad una telefonata dove ti pongono sempre le stesse domande, tutti i giorni: "Come stai? Hai mangiato? Che tempo fa? Ti sento strana.... Il lavoro? Non ti fai sentire mai" ed io, dall'altra parte del telefono, sbuffo, rispondo a monosillabe e, dopo un minuto attacco.
Poi ci sono i momenti in cui, invece, mi prende bene.
E allora al telefono ci starei anche le ore a ridere e dire cazzate.
Lui, quando è in giro con gli amici, invece, lo capisco subito, legge il mio nome sul display e risponde subito con tono da segretario che sta prendendo appuntamento con una persona importante "Ah, ma che piacere ricevere una sua telefonata, da quanto tempo!" e questo siparietto, ogni Santa volta che è fuori casa, o in compagnia. A me quel siparietto piace. Lo fa sempre, ma nonostante ciò non mi annoia. So che gli fa piacere ricevere la mia telefonata.
E allora, perché non ci penso ogni volta che torno a casa e accendo la
televisione sulla solita Rtl o prima di fare la doccia?
Perché, a volte, sappiamo cosa è giusto fare, ma nonostante ciò, siamo lì bloccati e non riusciamo?
Perché se so che per rendere felice una persona persona basta poco, per me, quel poco, diventa una montagna?
La telefonata di oggi è andata più o meno così:
"Ciao..."
"Aah, ho l'onore di sentirla, ma che piacere!"
(ed io ho subito capito che potevo giocarmela facile, perché era lì, con altre persone)
"Eh sì... Vedi? A volte tornano..."
"Meno male che tornano.... L'ultima volta che ci siamo sentiti era il 20 febbraio!"

(Cavolo, come mamma, si segna le date!)


12 febbraio 2014

SAN VALENTINO, DI NUOVO TU?







CALMA, CALMIAMOCI TUTTI, 
QUI STIAMO GIUSTO UN ATTIMO ANDANDO IN PANICO ed io così non vi tollero proprio, perché la prima agitata sono io.

Partiamo dal principio, la domanda che si stanno ponendo in molte è:
COSA METTO A SAN VALENTINO?

La domanda, invece, che si sta facendo il genere maschile è:
COSA CAZZO REGALO PER SAN VALENTINO?

Che siamo diversi, lo sappiamo: noi molto romantiche, voi molto materialisti, noi che ci facciamo belle per voi e voi, che alla fine, l'unica cosa che noterete non sarà né la piega appena fatta del parrucchiere, né le scarpe nuove, ma TETTE IN VISTA? OK.

Che tu sia uomo o donna, San Valentino arriva per tutti e capita anche ai migliori essere fidanzati in questo giorno... e allora corriamo subito ai ripari che manca davvero poco e, se posso risparmiarvi figuracce, sono ben contenta.




SALVIAMO IL GIORNO DI
SAN VALENTINO.
INSIEME, POSSIAMO FARCELA.

(Campagna promossa a favore di chi odia il 14 febbraio, solo perché non lo ha mai vissuto con una persona speciale.)



La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo (soprattutto in Europa, nelle Americhe..... BLA BLA BLA e questo passaggio lo salteremo perché non ci interessa come è nata, dove e perché. A noi importa solo: SI FESTEGGIA? DEVO PER FORZA? E DOVE LA PORTO? FACCIO LA PARTE DELLO SFIGATO DI TURNO SE FESTEGGIO? E SE NON FESTEGGIO? DEVO COMPRARE ANCHE UN REGALO? PERCHE'? COSA METTO? MA CHE PALLE, OH.

04 febbraio 2014

IL PRIMO APPUNTAMENTO.

Ah, il primo appuntamento. 

Precisiamo due cose: 
1. Non è un articolo da teenagers, se hai meno di 15 anni non dire ai tuoi genitori di averlo letto.
2. Il primo appuntamento è una cosa seria.
3. Il primo appuntamento è una cosa rara, quindi non buttarlo nel cesso.
4. Mi piace dire "Il primo appuntamento" quindi lo ripeterò spesso, altre volte, nel caso non mi andasse, un semplice IPA e voi annuirete e capirete.
5. Le cose da precisare erano più di due, ma sono bionda e non so contare, lasciatemi stare.

Abbiamo conosciuto una persona e, stranamente, sono passati 3 giorni e continua a piacerci ed ecco che ci ritroviamo a fantasticare sul primo appuntamento. 
"Chissà cosa succederà" "Cosa devo dire, cosa devo fare" "Come devo vestirmi"
Immaginiamo la scena: lei vuole qualche dritta,  inserisce "primo appuntamento" su Google e tac, cosa si ritrova?



Aspetta un segnale di incoraggiamento?
Che c'è un tifo alle spalle che ci dobbiamo portare da casa? 
VAI-VAI-VAI-BACIALA-BACIA-LA-LA (atmosfera tipo La Sirenetta) poi esce Jerry Scotti "Dai, accendiamola!" e hai vinto 30.000 euro, tutti a casa felici e contenti.

Partiamo dal principio.
LUI E LEI.
Lei: solitamente non chiede un primo appuntamento, MA LO FA CAPIRE.
Lui: solitamente non chiede un primo appuntamento, ma messo alle strette, se non ha di meglio da fare, invita.
Ci sono due tipi di primi appuntamenti:
LUI e LEI si conoscono già
LUI e LEI non si conoscono
Poi, in futuro, affronteremo anche l'argomento LUI-LUI e LEI-LEI, perché al momento non ho abbastanza materiale.

LUI
Iniziamo a schedare i vari profili, così sappiamo subito da chi scappare e chi, invece, menare. Solo nel 20% dei casi c'è un secondo appuntamento. E' bene che lo sappiate dall'inizio.

Profilo 1. Lui, il classico ragazzo che non chiama nemmeno se gli fai una ricarica da 20 euro, ma si diverte un sacco a sparlocchiare su Whatsapp a qualsiasi ora del giorno e della notte, "Cosa fai" "Cosa stai mangiando" "Sei a casa da sola, io guardo la tele" con emoticons e annessi "Ihihihih" "Huhuhu". 
Nel caso l'elemento fosse questo: SCORDATI DI ACCETTARE UN APPUNTAMENTO, ma nemmeno un saluto al citofono. NEIN. NO. ZERO. NON SI FA. CACCA. Anzi, se hai una nemica, presentaglielo.

Profilo 2. Quello che hai conosciuto in un locale o ad un aperitivo, dopo aver parlato per circa 2 ore sul "Cosa fai qui" "Di cosa ti occupi" "Cosa fai nel tempo libero" "Vivi da sola" "Vai in palestra" "Hai cani o pesci rossi" "Io adoro cucinare, tu sai cucinare" "Mi manca mamma" "Non ci sono più le mezze stagioni" "Adoro il cinema, il mio film preferito è l'ultimo che ha vinto l'Oscar, non mi ricordo il nome."
Lui, il tizio che adora parlare nei locali assordanti dove devi solo sgolarti e applicarti e leggere il labiale, dove, pur di farti capire, impari il linguaggio dei segni, bene, questo elemento non ti chiederà mai il numero di telefono, al massimo ti saluterà con un  "HAI FACEBOOK? COSI RESTIAMO IN CONTATTO." e voi tornerete a casa senza voce, ma con gli occhi fissi su facebook, che non si sa mai si decida ad aggiungervi da un momento all'altro.
E NON VI HA NEMMENO OFFERTO DA BERE.
L'AVIDO CHIACCHIERONE E' NO.

Profilo 3. Stesso posto, ma elemento diverso.
Lui, il tipo della notte, il macho, quello che fa il figo, quello che se la mena, quello che con uno sguardo pensa di averle tutte ai suoi piedi, quello che prende tavoli con gli amici in tutti i locali, quello che si aggira dopo le 19,30 SEMPRE con un bicchiere nella mano destra, ma quando lo becchi da solo, di pomeriggio, per strada, sembra un pulcino spaventato e l'unica cosa che riesce a dirti è "PIO! Ehm, Ciao."
Lui è il tipo dalla doppia personalità. Che ve lo dico affà? Scappà.




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