19 gennaio 2010

parislovin'

Una Città.
E' una poesia
scritta su un foglio di carta di riso
in un cesto di profumi di lavanda viola.
E'il colore  del un nuovo artista matto di strada
lì fuori Notre Dame,
o un quadro scuro
dimenticato,
tra pareti damascate
e i marmi screziati
di musei immortali
ogni giorno,
a Parigi.
Non la boutique altezzosa,






ma è la sorpresa della melodia d'archi lì,
quasi fuori dal tempo,
a volerci ancora trattenere
mentre inseguiamo in troppi
il prossimo treno sotterraneo
quel magnifico pomeriggio,
a Parigi.
E poi la Torre di ferro. 


Non sembrava vera così illuminata
come di fuochi di Capodanno
ma da lassù Parigi era vera in ogni dettaglio:





ogni tenda sfacciata e disperata
sulle sponde di una nobile Senna,
ogni vicolo avaro,
ogni palazzo restaurato,
ogni amazzone santa,
ogni ponte mai attraversato,
ogni cavallino di giostra dorato...
Nei versi di un poeta rimasto senza parole
di notte,
a Parigi.










...per la città che è ancora la città dell'Amore,
per una generazione che conquista il Suo cuore,
ogni mattina
all'alba,
a Parigi.
(S.N.)


SWEET SUNDAY MORNING



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