17 febbraio 2010

R.I.P.


"Del physique du rôle dello stilista magari aveva ben poco, ciò che faceva di lui un vero innovatore era nascosto nel suo animo, la sua sensibilità, forse troppo velocemente sfociata in inquietitudine"Alexander (Lee) McQueen è statotrovato morto a soli 40 anni nel suo appartamento a Green Park nel centro di Londra. Raggiunge la madre, a cui era particolarmente legato, a distanza di una settimana e la sua mentore, Isabella Blow, che proprio tre anni fa scelse lo stesso modo di andare via da questa vita. La voglia di "urlare" la sua moda diventa di dominio pubblico nel 1999, a Londra, quando decide di far sfilare la modella Aimee Mullins che, amputata delle gambe, attraversa il catwalk su protesi in legno, a cui aggiunge dei robot per la verniciatura delle auto che spruzzano gli abiti di cotone bianco. Dal 2001 lo stilista era entrato a far parte del gruppo fiorentino Gucci, ed aveva espanso la propria produzione aprendo nuove boutique a Londra, Milano e New York e lanciando sul mercato il profumo Kingdom. Lo ricordiamo vestito da coniglio a concludere la sfilata Donna della Primavera Estate 2009. Un coniglio dall'espressione vagamente distaccata, forse inquisitoria. Chi ha assistito allo show se lo ricorda bene: gli animali e la sua personalissima rivisitazione dell'Arca di Noè. Come ci ricordiamo bene anche l'ultima: le modelle-rettili giunte da un mondo lontano che indossano le scomodissimeArmadillo. Alexander McQueen, evidentemente, non solo sapeva anticipare i tempi ma sapeva anche come fare a entrare nella storia del fashion, ma, giura chi lo ha intervistato, senza una particolare premeditazione.

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