18 dicembre 2012

Contest Grazia.it: Lala e il suo perché.

Chiariamo un punto: io, alla frase "Meglio tardi che mai", non ci ho mai creduto...
eppure eccomi qua. 
Anzi, chiariamo anche un altro punto: non è perché ormai ho la home di facebook e twitter invasa da:
 "Vota me
"Partecipo al contest di Grazia.it
"Votatemi gente, votatemi!"
"Se non divento inviata speciale la faccio finita e chissenefrega dei Maya"
che ho deciso di scrivere questo post e di partecipare al concorso di Grazia.it.


Ho deciso di iscrivermi al contest perché ho un blog.
(Mi sembra una risposta più che convincente, no?)


Fashionista wears Chanel non è solo un blog di moda,
non è un blog di design, nemmeno uno di cucina o di beauty, 
è difficile scegliere in quale categoria rientrare quando adori parlare un po' di tutto e hai la chiacchiera facile, quindi... iniziamo le luuunghe presentazioni.
Mi sono trasferita nella città de "La Madunina" a 23 anni,
quando ho deciso che era il momento di lasciare gli studi giuridici e dedicarmi a quello che mi era sempre piaciuto: la moda.
Ecco l'iscrizione al Marangoni, le valigie e "Ciao mamma, ciao papà, ciao Napoli!"
Ho studiato per anni tendenze, libri di storia del costume, fatto shooting, creato book e moodboard, ho passato tante notti attaccata ad una stampante perché il giorno dopo avevo l'esame con il "professore cattivo" (salve prof B.!)...  dopo 2 anni sono volata nella città romantica, tra suole rosse e cioccolate calde, tra una passeggiata lungo la Senna ed un giro a La Fayette, tra profumi troppo forti e salsine dal sapore troppo acidulo, tra Dior, Chanel, Lanvin e YSL mi sentivo "nel mio mondo".















Il vocabolario, nel primo mese di vita parigina, era provvisto di 4 parole francesi
 "Bonjour Bonsoir, Baguette e Croissant
in poche parole, potevo: 
 - salutare le persone
 (cosa davvero poco utile a Parigi, perché le persone non adorano né salutare né sorridere)
- fare colazione
- riempirmi di carboidrati
- ingrassare
 in poche parole potevo non morire di fame.
Ricordo ancora il mio secondo giorno nella splendida città dell'amore...
dovevo catapultarmi nel giro di 30 minuti dall'altro lato,
l'Istituto Marangoni è nei pressi della Torre Eiffel ed io ero inizialmente ospite di un mio amico nell'arrondissement 12.
Su suggerimento di mia sorella, decido di chiamare un taxi per arrivare in tempo, almeno il primo giorno di scuola. Ero emozionata come una bimba che deve lasciare la gonna della mamma per tuffarsi in quella classe piena di volti sconosciuti.
Il taxi arriva, mi precipito per le scale, apro la portiera, mi siedo e chiedo gentilmente,
con accento poco francese
"In Trocadero, si vu plè"
il tassista non si smuoveva e non accennava nemmeno un sì con il capo
"In Trocadero, si vu plè!!"
forse la seconda volta mi avrebbe capita e sarebbe partito come un cavallo impazzito al galoppo...
"In Trooo-caaaa-deeee-rooo..."
NIENTE
spazientita prendo la mia fantastica cartina, indico il posto dove volevo che mi portasse,
lui mi guarda sbigottito e mi fa
"Aaaah Trocadéééròòòò!"


"Ouì."





















Insomma, l'inizio non è stato dei più facili, ma quel posto mi piaceva troppo, si respirava un'aria benefica, mi facava star bene... e dopo poco me ne innamorai.
Ho studiato design, tagliato, cucito, assemblato, disegnato e scarabocchiato.
Ci sono stati attimi in cui avrei voluto arrendermi e mollare tutto, 
specialmente quando capivo 3 parole su 20 di quello che il prof diceva durante la lezione, ma nonostante ciò ho proseguito e portato avanti la mia scelta.
Lì è nato Fashionista wears Chanel, 
nei miei momenti di pausa, quando non sapevo proprio cosa fare nelle sere fredde e piovose, 
quando un po' mi mancava il "calore italiano" dei miei genitori, dei miei amici,
un modo per interagire con quello che per me era CASA.
Ho preso ispirazione da "Devil wears Prada", l'ho modificato e fatto mio:
Fashionista perchè parla di moda 
wears
Chanel perchè è tra i miei preferiti.

Parlo di moda, di celeb, di outfit, di tendenze, i must have della stagione, cosa è "Hot" e cosa, invece "Flop", di beauty dando consigli sul make up, spettegolo facendo gossip, di quello puro che si fa anche dal parrucchiere o quando si beve un caffè con le amiche, 
critico quando vedo qualcosa che non mi piace senza peli sulla lingua, adoro fotografare streetstyle e guardo spesso la sezione di grazia.it aggiornata sugli stili più cool che si possono trovare per strada...
e soprattutto parlo di shatush!
Eh sì, a quanto pare, dalle statistiche pervenute dal blog, il post più seguito è proprio quello sullo shatush, è addirittura stato scelto tra gli utenti di Yahoo Answer come miglior tutorial
(e sono soddisfazioni direi!)
Ho delle affezionate lettrici, con cui, ormai, ho instaurato un ottimo rapporto,
con alcune siamo anche diventate amiche e ci sentiamo spesso, con altre ci scambiamo simpatici commenti sulla fan page di fashionista su fb
E' soprattutto questo il bello di avere un blog: conoscere, interagire e  chiedere pareri sul "Cosa metto per uscire con un ragazzo che ho conosciuto qualche giorno fa?" o "Come fai a fare i capelli così boccolosi? Come si tengono tutta la sera? Metti la lacca?"

Oggi leggevo che, in Italia,  ci sono più di 1.800 "fashion blogger"
nascono davvero come i funghi. I blog funghi. Tutti dei piccoli puffi.
Non voglio far polemica, e nemmeno mi interessa, d'altronde ognuno è libero di fare ciò che vuole, però vorrei esprimere un'opinione.
C'è chi studia medicina, chi architettura, chi ingegneria, chi biotecnologia, chi giurisprudenza...
 vorrà dire pur qualcosa?
Chi si iscrive ad una facoltà è perchè ha voglia di intraprendere quella strada, 
che sia in salita, che sia piena di difficoltà o di insidie, poco importa, 
l'hai scelta perché ti piace.
Perfetto.
Il concetto allora è questo:
perché chi studia moda, chi investe una cospicua somma di denaro, chi ci mette la passione, la volontà e il desiderio di fare un tipo di lavoro può essere messo allo stesso livello di chi, quel lavoro, lo ha scelto come "hobby"?
Io, ci ho creduto e continuo a farlo tutt'ora.
Voglio diventare una giornalista di moda,
una fashion editor,
è quello che ho scelto quando ho lasciato gli studi giuridici, quando non mi sono preoccupata del "forse è meglio di no" come dicevano i miei genitori, del "meglio un lavoro sicuro"...
sarà stata incoscienza o l'esatto contrario, 
ma l'ho fatto. E non me ne pento, anzi.

Allora forse è questo il mio perché.
Perché ci credo.

E tu, se vuoi, puoi aiutarmi a vincere il contest votandomi qui
http://blogger.grazia.it/blogger?id=634&thx=1
cliccando sul cuore
grazie
Lala



7 commenti:

  1. Bella e simpatica, te l'ho già detto che sei la mia preferita?
    Ilaria

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    1. Sì Ilaria me l'hai già detto... ma sentirlo 2 volte è piacevole! ;)

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  2. Sei la mia preferita perchè oltre a consigli di moda tu racconti tutto, anche di te, e del mondo fuori la tua finestra, in bocca al lupo! baci, Francesca Maria

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    1. Grazie mille Francesca, sei carinissima <3

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